Il Santuario di Santa Maria della Vetrana è lieto di annunciare un significativo appuntamento ecclesiale.
𝗦𝗮𝗯𝗮𝘁𝗼 𝟳 𝗻𝗼𝘃𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲, alle ore 19.00, durante la celebrazione eucaristica presieduta da 𝐒.𝐄. 𝐌𝐨𝐧𝐬. 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐞𝐩𝐩𝐞 𝐅𝐚𝐯𝐚𝐥𝐞, Vescovo di Conversano-Monopoli, saranno conferite le 𝑶𝒏𝒐𝒓𝒊𝒇𝒊𝒄𝒆𝒏𝒛𝒆 𝑷𝒐𝒏𝒕𝒊𝒇𝒊𝒄𝒊𝒆 ad alcuni volontari dell’operazione umanitaria «𝑼𝒏𝒂 𝒍𝒖𝒄𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝑩𝒂𝒏𝒈𝒖𝒊», insigniti nel febbraio scorso da 𝐏𝐚𝐩𝐚 𝐋𝐞𝐨𝐧𝐞 𝐗𝐈𝐕.
Un riconoscimento che premia un’opera straordinaria di solidarietà: 500 interventi gratuiti di cataratta realizzati tra il 2024 e il 2025, restituendo la vista e la speranza a tante persone nella Repubblica Centrafricana.
La celebrazione, concelebrata da 𝐒.𝐄. 𝐌𝐨𝐧𝐬. 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐞𝐩𝐩𝐞 𝐋𝐚𝐭𝐞𝐫𝐳𝐚, Vescovo titolare di Polignano e Nunzio Apostolico nella Repubblica Centrafricana e in Ciad, vedrà anche la presenza di 𝐩𝐚𝐝𝐫𝐞 𝐍𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚 𝐕𝐢𝐨𝐥𝐚𝐧𝐭𝐞, Ministro provinciale dei Frati Minori di Puglia e Molise.
Per il nostro Santuario è motivo di particolare onore accogliere un evento così significativo, che testimonia il legame tra la Chiesa, il servizio alla carità e la missione universale del Vangelo. Un motivo di ulteriore gioia per la nostra comunità, soprattutto dopo l’aggregazione, avvenuta lo scorso maggio, alla Basilica Papale di Santa Maria Maggiore in Roma, che ha rafforzato ulteriormente il legame spirituale del Santuario con la Chiesa di Roma e con il Santo Padre.
La comunità dei Frati Minori invita tutti a partecipare a questo momento di particolare significato ecclesiale e di gratitudine per il dono della carità.
“Puglia–Bangui: una nuova luce per il Centrafrica” è un progetto umanitario e medico-chirurgico che porta cure oculistiche gratuite e all’avanguardia nella capitale della Repubblica Centrafricana.
L’iniziativa è nata su impulso di Mons. Giuseppe Laterza, arcivescovo e Nunzio apostolico nella Repubblica Centrafricana e in Ciad, in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio, la Nunziatura Apostolica, il Ministero della Salute pubblica centrafricano e con il supporto della Regione Puglia che ha fornito attrezzature chirurgiche e il materiale sanitario necessario.
La missione, giunta alla seconda edizione, è stata guidata dal dottor Vito Primavera, originario di Castellana Grotte e Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oculistica dell’Ospedale “Pirenei” di Altamura. Primavera ha coordinato con competenza ed entusiasmo un gruppo di dieci operatori sanitari volontari tutti provenienti dalla diocesi di Conversano-Monopoli tra cui un team di medici oculisti, un’anestesista, due infermiere ferriste, un’ortottista e un ingegnere elettronico, Emilio Sansonetti, responsabile del coordinamento tecnico della missione.
Durante le oltre due settimane di attività in loco, l’équipe ha operato in condizioni logistiche complesse ma con risultati di grande valore: sono stati eseguiti numerosi interventi di cataratta e glaucoma, che hanno restituito la vista a decine di pazienti, e tra questi anche bambini e giovani orfani.
Molti di loro, per la prima volta, hanno potuto guardare i volti dei propri familiari o vedere la luce del giorno dopo anni di buio. In un Paese dove l’assistenza sanitaria pubblica risulta complicata e i costi delle cure gravano interamente sui pazienti, questa missione rappresenta un gesto concreto di equità e di speranza.
«Il primo anno è stata allestita la sala operatoria con le attrezzature chirurgiche donate dalla Regione Puglia e si è dimostrato che si potevano operare, anche in quella realtà così complessa, 400 pazienti affetti da cataratte totali spesso bilaterali», spiega Primavera, «mentre quest’anno, per espressa volontà del compianto papa Francesco, abbiamo concentrato la nostra attenzione sui i bambini affetti da cataratta e sull’addestramento di oculisti ed infermieri locali perché possano portare avanti questa iniziativa autonomamente».
Parallelamente all’attività chirurgica, la missione ha incluso un importante programma di formazione rivolto al personale sanitario locale inserendosi in una più ampia visione di cooperazione sanitaria internazionale, che punta non solo a donare strumenti, ma anche a trasferire competenze, formare personale locale e garantire continuità alle cure anche dopo la partenza dell’équipe italiana.
Particolarmente significativo il percorso di Jean-Michel Mbaikoua, giovane oftalmologo centrafricano che, nei mesi di maggio e giugno, ha potuto svolgere un periodo di perfezionamento in Italia, ospite di strutture sanitarie pugliesi, grazie al sostegno della nunziatura e della diocesi di Conversano-Monopoli.
L’11 settembre il ministro della Salute pubblica della Repubblica Centrafricana, Pierre Somse, ha visitato l’équipe italiana esprimendo pubblicamente la propria gratitudine.
Grazie anche al contributo della Fondazione F, è stata allestita e inaugurata una nuova Sala Operatoria Oftalmologica presso l’Ospedale Generale di Bangui (Capitale della Repubblica Centrafricana), dotata di strumenti diagnostici digitali moderni altamente specializzati (lampade a fessura, tonometri e perimetri computerizzati).
Si tratta di un segno di carità evangelica e di vicinanza alle fasce più vulnerabili della popolazione ed è un modello di solidarietà che unisce tecnologia, formazione e umanità, costruendo un legame duraturo tra la Puglia e il Centrafrica, e che testimonia la missione di Fondazione F: contribuire alla cultura scientifica dando vita a progetti e iniziative a sostegno della ricerca, ma anche favorendo l’accesso alle cure per i pazienti che vivono in una condizione sociale più svantaggiata, creando le condizioni per un futuro più egualitario.
«Abbiamo scelto di intervenire dove la speranza sembra lontana, ma dove anche un piccolo gesto può cambiare il destino di un’intera comunità. Con il progetto Bangui riaffermiamo il valore universale della cura e della solidarietà: restituire la vista significa in quale modo anche restituire futuro», spiega Carlo Pizzocaro, Presidente di Fondazione F.
Monsignor Giuseppe Laterza, originario del clero conversanese, che ha seguito l’intero percorso dell’iniziativa, ha sottolineato «l’importanza di portare la cura dove sembrava non potesse più arrivare».
“Anche se piccola, questa missione è un segno di speranza in un contesto di grande sofferenza. Una goccia nell’oceano, certo, ma una goccia di luce, che testimonia la possibilità di costruire ponti di fraternità, umanità e prossimità”.
Il volto di chi ha riacquistato la vista, i sorrisi dei bambini curati (alcuni dei quali per la prima volta in assoluto) che hanno visto la luce e possono “iniziare a sognare a colori”, l’impegno di chi ha messo a disposizione competenze e risorse: tutto questo racconta il senso profondo di “Puglia-Bangui”, un raggio di luce per la Repubblica Centrafricana, una delle nazioni più povere e vulnerabili al mondo. Un progetto che, ancora una volta, ha saputo unire la professionalità della sanità pugliese, la solidarietà della Chiesa e la speranza di un intero popolo.