Settantaduesimo anniversario di sacerdozio di Fra Pio D’Andola

Domenica 19 aprile 2026 la comunità del Santuario “Santa Maria della Vetrana” ha intrapreso il cammino di preparazione alla grande festa d’Aprile, nella quale si onora solennemente la nostra amata Patrona. Una settimana alla scuola di Maria che è stata inaugurata dai festeggiamenti per il 72° anniversario di sacerdozio di padre Pio d’Andola, che ha presieduto la celebrazione eucaristica vespertina. Nell’occasione, dopo la liturgia della Parola fra Pio ha aperto il suo cuore ai presenti e raccontando con voce rotta dall’emozione il percorso che l’ha visto iniziare la propria vocazione con l’ordinazione ricevuta a Foggia il 19 aprile 1954, lunedì di Pasqua, e con la prima messa da lui presieduta sull’altare di Sant’Antonio della chiesa di Biccari, non senza incertezze e timore per un ministero che è sempre più grande di chi lo vive. “Nella mente, insieme all’eco del “tu es sacerdos in æternum”, risuonava una frase letta giorni prima durante gli Esercizi Spirituali (pare di Thomas Merton) “Sacerdote, salirai l’altare ogni giorno con una ruga in meno sulla fronte”. E ogni giorno ho avvertito il dovere di conservare nel cuore e nella vita l’eterna giovinezza di Dio.” – ha ricordato fra Pio nel suo discorso, continuando con un pensiero profondo che riguarda il sacerdozio nella sua essenzialità. “Ora gli anni mi dicono che sono vecchio. E su questo non ci piove. Però questo non è vero se nelle fatiche non mi arrendo, se non escludo alcuna persona dal mio cuore, se nella gioiosa consapevolezza che Cristo vive nella mia vita, amo, ascolto, respiro Cristo. Questa marginale ricorrenza del 72° anno dalla mia ordinazione mi regala l’occasione per riscoprirne la bellezza, con la necessità di vivere Cristo, continuare sulla terra la sua opera e la sua presenza. Per questo Cristo continua a chiedermi ad insegnare con la mia voce, a benedire con le mie mani, a camminare per i tortuosi sentieri del mondo con questi vecchi piedi, ad amare e a perdonare tutti con questo mio povero cuore. Continuare a servire la fraternità e la Terra Santa, anche col digitale, ora con l’aiuto esterno di San Carlo Acutis.” Concludendo, fra Pio ha evidenziato come il Vangelo venga prima di tutto affermando “Personalmente, oggi, mi sento obbligato a fare questa considerazione: non sono più un sacerdotello appena unto: mi conoscono in tanti, mi sento guardato da tanti occhi, e mi sento amato da tanti cuori, adorato da questa magnifica fraternità, benedetto dai generosi castellanesi, con il profumo di Terra Santa per la presenza di Dame e Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme: è bello, ma sento la paura di inebriarmene. In questo caso potrei correre il rischio di annunziare me stesso credendo di annunciare Cristo.

La paura l’ho vinta prendendo insegnamento dai bambini. Lo stesso rischio intuì lo stesso Francesco d’Assisi quando, desiderando di diventare cavaliere perché gli uomini avessero bisogno di lui, una voce lo scaraventò dalla parte degli ultimi e capì che bisognava diventare o conservarsi piccolo, perché sarebbe stato lui ad aver bisogno degli uomini, dei poveri, degli ultimi, degli stessi peccatori.” In questa settimana fra Pio ha compiuto anche il suo 95° compleanno e continua la sua missione, nonostante qualche imprevisto personale e i noti problemi internazionali che gli impediscono di raggiungere fisicamente la Terra Santa. Nel corso della settimana mariana organizzata dalla fraternità del Santuario, ci sono state diverse celebrazioni nelle quali si è pregato per gli ammalati, per i membri del terz’ordine francescano, per la Beata Maria Cristina di Savoia e nella serata di lunedì 20 aprile è stata ricordata l’anima gentile di Francesca Semeraro, componente della corale del Santuario che dal 13 aprile scorso contempla il volto del Signore Risorto. Sabato sera alle ore 18.30 il programma si concluderà con la solenne celebrazione eucaristica presieduta da fra Filippo d’Alessandro, vicario della Provincia religiosa dei Frati Minori di Puglia e Molise, che anticiperà la processione verso la chiesa Madre.

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